Friday, April 07, 2006

I miei incubi sull'Ici

Mettiamo subito in chiaro una cosa: non sono comunista e non contesto il concetto di proprietà privata. Però due o tre cose su questa cosa dell’Ici le voglio dire. La storia è venuta fuori come ennesima trovata elettorale ed è ormai travolta da altri conigli usciti dai cilindri di Bersluconi. A me sinceramente ha fatto però molto pensare questo numero, questo 87% di “famiglie italiane” che posseggono la casa in cui vivono. Ho dato prima di tutto un’occhiata a un paio di statistiche Istat e la somma non è esatta. Si tratta di meno del 70%. In ogni caso la cifra rimane comunque alta. Io credo che la cosa, di per sé, non sia favorevole al mercato immobiliare, perché, appunto, si tratta di casa in cui si vive, e spesso, molti pagano 20 o 30 anni di mutuo, e non credo dunque che si mettano a fare i Ricucci, tutti i nostri piccoli proprietari.
Ma facciamo qualche piccola riflessione in libertà. Penso per esempio a Venezia. La Serenissima costruì la sua fortuna sul commercio, sugli scambi di mercanzie pregiate che venivano dall’Oriente, facendo di sé, appunto un grande centro di scambi, in cui la moneta circolava molto e frequentemente. Quando nel 1492 vide per sempre compromesso il suo monopolio territoriale negli scambi, Venezia inventò un nuovo mercato, insieme ad altri, e questo mercato fu la stampa. A Venezia vissero Aldo Manuzio e Pietro Bembo e gli altri grandi stampatori che stimolarono il mercato del libro, mercato che favorì la circolazione delle idee. Idee che circolavano a Venezia, a Parigi e nei Paesi Bassi. Fatalmente il declino di Venezia iniziò proprio in quel periodo, perché tale mercato non aveva certo le possibilità di sviluppo dei grandi scambi dei secoli precedenti, e proprio in quel periodo si intensificò la “monumentalizzazione” di Venezia, che terminò, ancora fatalmente, ma poi non tanto, solo alla fine del Settecento quando Napoleone si sbarazzò della città, vendendola, appunto, come una cosa, o forse come una “casa”.
L’opposto di Venezia è sempre stata la Roma papalina. Monumentale per definizione. Immobile per aspirazione. Dal 1600 fino al 1870 a Roma il Papa mantenne il numero fisso di 207 famiglie che rimasero proprietarie in tutto quel lasso di tempo, sempre degli stessi palazzi e delle terre intorno all’eterna città immobile.
Il 70% o 87% o 100% degli italiani possessori a chi si riferiscono: a Venezia o a Roma?

Wednesday, April 05, 2006

La matematica dei miei coglioni

Un sondaggio freschissimo dell'Ipsos darebbe la vittoria matematica all'Unione. Dall'indagine di Mannheimer emerge infatti che "i coglioni sono necessariamente il doppio delle teste di cazzo"

fonte: Dagospia

Thursday, March 30, 2006

Squalifica a vita per Jonathan Bachini

Ritorno estemporaneo, ma prima o poi ci rimetto le mani qui. Però la notizia di oggi mi interessa. Squalifica a vita per il calciatore Jonathan Bachini. E' stata questa la decisione della Commissione Disciplinare in merito al deferimento della procura anti-doping del Coni. Il centrocampista, quando era in forza al Siena, è stato trovato positivo al metabolita della cocaina al termine della gara esterna con la Lazio del 4 dicembre 2005. Il giocatore era stato sospeso da ogni attivitá sportiva in via cautelare il 20 gennaio e questa decisione era stata rinnovata il 3 marzo. La solita trombonata assurda della giustizia sportiva.

Thursday, March 02, 2006

Il papa con gli scarpini

Andrea Pazienza per prendere in giro i critici d'arte parlava di sé come di un esponente del “maivismo”, ossia come di un autore di cose mai viste. Credo che Ratzinger possa essere tranquillamente ascritto alla corrente del maivismo. E ieri sera ci ha dato un'altra delle sue “splendide” opere. Alla partita dell'Italia (per altro “maivista” una Germania così scarsa ), il papa ha mandato un pretone a leggere un messaggio lungo e noiosissimo su razzismo et similia. Evidenti i segni di impazienza dei calciatori ai quali a sentire il predicozzo si freddavano i muscoli ed erano costretti a saltelli e allungamenti. Ma siccome poi il messaggio in tv non si è sentito per via di un microfono troppo basso, il solerte Varriale ha prontamente riletto lo sbobbone nel corso dell'intervallo tra primo e secondo tempo. Su Sky una cosa del genere sarebbe potuta succedere? Solo su questa Rai “pubblica” e dominata dall'ordine dei giornalisti poteva esserci lo spazio per cose "maiviste".

Wednesday, March 01, 2006

L'Opus Dei contro la chirurgia estetica

«Certo, non è facile ricevere un paziente che ti dice voglio un lifting e spiegargli che farebbe meglio ad andare dallo psichiatra. Ma la metà degli interventi richiesti andrebbero rifiutati: non servono o sono addirittura dannosi». Lo dice Nicolò Scuderi, professore di chirurgia plastica alla Sapienza di Roma ad un convegno dell’Opus Dei. Dunque i nostri gerarconi vaticani non si limitano agli argomenti “seri” come la discussione sugli embrioni, ma l'offensiva è su tutta la linea. Spiega Paolo Persichetti, professore di chirurgia plastica all’Università campus biomedico di Roma, il policlinico vicino all’Opus Dei che ha promosso l’incontro, affollato da medici e scienziati di comprovata fede: «Il nostro compito dovrebbe essere quello di rimuovere solo quei difetti fisici che diventano un problema psicologico. Dovremmo invece opporci all’uso consumistico del bisturi, fermare chi rincorrere un’ideale di bellezza artificiale e chi ne approfitta per far soldi». «Un conto — dice ancora Persichetti — è correggere un difetto, ricostruire un seno dopo l’asportazione di un tumore, un altro è trasformare un individuo». Niente bisturi, poi, per chi vuole rinforzare le labbra, per chi pensa già al lifting sotto i 30 anni. Nessuna apertura, manco a dirlo, per chi vuole rifarsi il seno. Ma che c'è di male in chi vuole trasformarsi?

Fonte: Corriere.it

Tuesday, February 28, 2006

Putin il gazatore

Secondo le notizie di Google News, l'Eni stima per oggi una diminuzione delle forniture di gas russo dell'8,1% (6 milioni di metri cubi in meno sul totale di 74 milioni chiesti quotidianamente a Mosca) con un impatto sui consumi dell'1,7%. Dalle 6 di mattina di ieri alle 6 di oggi, invece, il calo delle forniture è stato dell'8,8% (6,5 milioni di metri cubi in meno) con un impatto sui consumi del 2,5%. La riduzione del gas, ha dichiarato l'Eni, è stata compensata tramite gli stoccaggi di modulazione. Nello stesso arco temporale sono diminuiti anche i consumi delle utenze allacciate alla rete Snam, scesi a 257 milioni di metri cubi. In calo del 9,5% rispetto alle 24 ore precedenti.
Questa storia del gas russo apre una serie di questioni. In primo luogo si rivela sempre più urgente una revisione dei nostri piani energetici, e qualche decisione in merito, per essere in grado anche di aumentare qui da noi la produzione. In secondo luogo, più che mai, a partire dalla ripicca di Putin con l'Ucraina, da cui ha preso il via la politica di “strozzinaggio energetico” della Russia, dobbiamo ancora una volta fare i conti con l'idea che l'ex dirigente del Kgb ha della politica internazionale. Per riaffermare il suo ruolo e la sua egemonia Putin in Cecenia fa quello che fa. Ricordare Beslan, il teatro di Mosca nel 2002 e tutta un'altra serie di vicende in cui non si è capito nulla, serve poi per ricordare che tutta l'informazione che viene da lì è stata infestata dalla “disinformazia” di stampo sovietico. In Ucraina poi Putin ha provato a taroccare le elezioni, ma non c'è riuscito, allora da un po' di tempo cerca di mettere gli ucraini in braghe di tela per portarli ad un comportamento più remissivo con quella che lui vuole ancora propagandare come la Grande Russia. Al piccoletto (Putin) però non gli basta l'Ucraina. È da qualche mese che mette in atto la stessa politica anche con l'Europa. Impressionanti furono poi le parole di Berlusconi di un po' di tempo fa, quando disse che se non fosse per la sua amicizia personale con Putin le cose andrebbero molto peggio. Mi piacerebbe che ci spiegasse bene questa cosa, per capire cosa gli ha chiesto all'amico Putin, come si sono messi d'accordo...

Thursday, February 23, 2006

Ds e Margherita: onirismo politico

Ascoltavo il prof. Biagio De Giovanni stamattina intervistato da Radio Radicale, che ha annunciato di candidarsi con la Rosa nel Pugno. Sono felice che lo faccia. È un bel colpo per noi ed è un segnale chiaro e preciso alla nostra sinistra, che, come dice De Giovanni, sembra una struttura kafkianamente ferma in meccanismi d''altri tempi. Su una cosa però non mi ha convinto, e cioè sul ruolo della Margherita. Ha sicuramente ragione sul fatto che Rutelli, a dispetto di altri, è quello che si sta muovendo nel modo più spregiudicato nell'anticipare l'ammodernamento della politica di cui il Paese ha bisogno. Però c'è un anche altro punto: secondo me i Ds stanno giocando senza dubbio una partita evidentemente di “compromesso storico bonsai” come dice Intini, ma dall'altra, in modo silenzioso (e sbagliano a farlo così), tentano un arginamento di un possibile ricompattamento di Rutelli con i seguaci di Casini e Follini. Mi pare cioè questo: Fassino cerca di incatenare a sé la Margherita anche per impedire la riunione in una nuova “balena bianca” nel dopo voto dei transfughi della vecchia Dc. In qualche modo, se fosse così, se cioè ci prendo in questo, si tratta di una azione disperata. Occorre invece ingrandire il più possibile il consenso per una forza alternativa al vecchio potere conservatore e clericale rivolgendosi a tutti i credenti che non si sentono rappresentati da Ruini (e sono la strangrande maggioranza) e a tutti quelli che non vogliono più un paese dove si pagano ancora i conti di quelle cose insostenibili che i prigionieri di Ventotene nel 1941 chiamavano le “bardature corporative”.

Tuesday, February 21, 2006

Non si abbandonano i cani sull'autostrada

Me lo dice il blogstar Malvino (l.c. qui di fianco) parlando del mio blog. È vero; sto lasciando questo cane sull'autostrada e un po' mi dispiace. Vediamo di ridargli un po' di vita, fosse mai che si ripiglia e alla fine non lo mollo sulla Roma-Napoli. Oggi pensavo alla cosa dello storico Irving, che finirà in carcere a quanto sembra. Mi pare una cosa incredibile. Ne avevo già parlato di lui. Uno isolato tra gli storici, ma si vede che c'è ancora chi è convinto che alle parole occorre rispondere con la galera. Che dire... Poi in questi giorni è venuta questa cosa terribile di Luca (Coscioni). Non sono riuscito ad unirmi in nessun modo alla fiumana di dichirazioni ed esternazioni su questo, ma faccio qualche annotazione. La prima: mi pare che solo da morto il radicale lo conoscono e lo riconoscono tutti. Però quando si andava a bussare alle porte con il nome di Luca a tracolla la risposta era: ripassate più tardi, siamo occupati. La seconda è più tenera, meno incazzata, diciamo. Come con Moana Pozzi, o Alberto Sordi, gli italiani, quelli semplici, quelli che mandano le mail, che magari scrivono sui muri, quelli si accorgono delle cose vere, e questa era, è e sarà una cosa vera.

Thursday, January 26, 2006

Ci vorrebbe un interrail delle libertà

Bisogna girare mezz'Europa per esercitare le proprie libertà personali. «Per farsi uno spinello bisogna andare in Olanda, per abortire con la pillola Ru486 bisogna andare in Svezia, per i pacs in Francia e per la procreazione assistita in Spagna. Penso che ormai c'è una situazione in Italia in cui non esistono più libertà personali», ha dichiarato Emma Bonino. Ci vorrebbe davvero un interrail delle libertà.

Tuesday, January 17, 2006

Fini e Fassino: come un sol uomo

Altra performance da ricordare quella a Porta a porta di Fini e Fassino di ieri sera. Schermaglia iniziale sul caso Unipol ma nessuno che si fosse permesso di porre il problema di fondo, che poi destra e sinistra in Italia condividono: come si finanzia la politica di quei mastodonti burocratici che sono i partiti? Poi i programmi su cui bisogna farsi serie domande. Ma rimandiamo. Certo 274 pagine di programma… non è il massimo della chiarezza! Finale da brivido poi con il cenno su laicità e pacs. Nessuno che parli seriamente di quello che propone la Rosa nel pugno; Pannella evocato solo a sproposito per dire che è l’unico che vuole cambiare la legge sull’aborto e non si dice come, l’assenso di Fassino alle parole di Fini: “laicità non vuol dire laicismo” e Fassino: “certo, certo…” e lo stesso Fassino che poi ci fa fare la solita figura degli scemi: “laicità non vuol dire anticlericalismo”, e infine la chiosa di Fini: “isoliamole queste estreme” e Fassino concorde annuisce. Torna l’amenità di Fassino sul referendum sulla fecondazione assistita: “In parlamento si poteva fare meglio…” e via di seguito. L’unità profonda della partitocrazia italiana nella sua natura e nelle sue espressioni è più viva che mai. La lotta si fa dura, ma come diceva Belushi, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare, e a giocare duro aggiungo io.

Wednesday, January 11, 2006

Le bobine di D'Alema

A parte il fatto che oggi non credo che certe cose, come intercettazioni o cose simili circolino su bobine, che mi ricordano i film di James Bond degli anni Sessanta, ma penso viaggino su file mp3 o cose anche più tecnologiche. In ogni caso mi pare che la direzione dei Ds che si è riunita oggi non sia riuscita ad evitare il discutere solo del clima terribile che aleggia sulla politica italiana, di cui ovviamente è importante comunque discutere. Ma di politica, di proposte, di mostrare di essere su un piano di progettualità e non in una guerra poco chiara di potere, insomma tutto questo mi pare sia mancato. Le proposte sono evocate, ma non specificate. Sogno una sinistra propositiva che sostenga proposte concrete e progetti precisi. È troppo aspettarsela?

Irving e l'indice dei libri proibiti

David Irving, arrestato l’11 novembre scorso in Austria è ancora in carcere. Irving è uno storico negazionista. E per questo viene incarcerato. Cioè sostiene tesi, ritenute del tutto prive di fondamento dagli storici di tutto il mondo, secondo cui Hitler non sapesse nulla della soluzione finale. Ha anche negato l’Olocausto e l’esistenza delle camere a gas. Tra gli storici nessuno lo segue. Nel carcere di Graz, dove Irving ha trascorso i primi giorni di detenzione prima di essere trasferito in quello viennese, nella biblioteca ha trovato due sue opere e un secondino gli aveva chiesto di autografarle. La direzione del carcere ha prontamente smentito gli autografi, aggiungendo però che le opere stesse erano state immediatamente tolte dalla circolazione. Esiste dunque un indice dei libri proibiti? Intanto arriva l'abiura. Irving – ha fatto sapere il suo difensore Elmar Kresbach – ha rivisto parte delle sue convinzioni. Come ha detto ai magistrati inquirenti lo storico stesso: negli anni Novanta, durante ricerche negli archivi dell’Unione Sovietica, avrebbe avuto prove inconfutabili dell’esistenza delle camere a gas. Anche alla luce di queste ammissioni, argomenta Kresbach, la detenzione e le accuse mosse al suo cliente sono ormai insostenibili. Per questo il 29 gennaio chiederà per la seconda volta la sospensione della custodia cautelare (la prima era stata respinta). Il 20 febbraio si terrà il processo a Vienna. Irving, tenendo conto dei suoi 67 anni, rischia una pena da 1 a 10 anni.

Fonte: gli amici del Foglio, che saluto

Tuesday, January 10, 2006

Cala il sipario su Salò

Il disegno di legge che chiedeva un fantomatico riconoscimento ai combattenti della Repubblica sociale di Salò dello status di belligeranti non vedrà la luce in questa legislatura. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che ha cancellato il provvedimento dall'ordine del giorno dei lavori dell'Aula. Il vice presidente del gruppo di Forza Italia, Lucio Malan, ha riferito ai giornalisti che il Ddl è stato cancellato in seguito alla "scrematura" disposta dalla presidenza per favorire i provvedimenti più urgenti e in primo luogo i decreti legge. La storia la fanno gli storici e non le leggi dopo 60 anni, l'ho già detto. Una legge avrebbe avuto un senso nel 1955 e non oggi. Ormai è andata così e così sia.

Alla "corte" del cardinal D'Alema

Il “paese delle controriforme” continua a manifestarsi in tutto il suo barocchismo che conserva anche alcuni tratti affascinanti. Ieri sera D'Alema e Tremonti da Vespa hanno mostrato parte del loro volto di solito nascosto. I due non si sono risparmiati qualche complimento e per alcuni aspetti anche una certa complicità. Di quello che ha detto D'Alema i giornali di oggi riferiscono largamente, e il succo mi sembra che sia: vabbé si è fatto qualche errore ma andiamo avanti. Nessuno però che abbia posto il nocciolo della questione e cioè come si finanzia la politica? L'altra cosa incredibile è che i due hanno fatto riferimenti vaghi, accenni, hanno messo lì frasi smozzicate per dirsi l'un l'altro: guarda, non muoverti perché su questo e/o su quest'altro ho la mia carta da giocarti contro. Ciò che ne è uscito ricorda i bizantinismi delle corti papali del periodo post tridentino. Che visione...

I fantasmi dei ragazzi di Salò/2

Leggo che nemmeno di pagamento di pensioni si tratta. Dunque una legge che non ha alcun valore, che non si riferisce ad alcun fenomeno ma serve solo a fare un po' di pubblicità...

Monday, January 09, 2006

I fantasmi dei ragazzi di Salò

Scusate il ritardo, diceva Troisi, ma sto vivendo un periodo di stitichezza bloggara. Oggi rientro con una cosa che mi pare degna di nota. Il Parlamento è agitato da una proposta di legge di Alleanza nazionale per il riconoscimento formale dello status di "militari" a coloro che, negli anni tra il 1943 e il 1945, furono inquadrati nelle formazioni della Repubblica sociale italiana. Questo, da quello che capisco, dovrebbe permettere di pagare pensioni a quei pochissimi sopravvissuti di quegli anni. Sul tema ho un paio di annotazioni da fare. In primo luogo mi pare l'ennesimo tentativo da parte di questo governo di fare una legge “bandiera”, i cui effetti regolamentari sono risibili, dato che i reduci della repubblica di Mussolini credo siano veramente pochi e abbiano in questi 60 anni di tempo trovato sicuramente il modo di campare diversamente che di pensione militare. Non capisco però le critiche che vengono dall'Anpi, come a dire: tu hai perso e dopo 60 anni devi ancora pagare il fio del tuo errore. Invocano insomma una colpa perpetua. Il fatto che viene rivendicato è l'impossibilità di “equiparare” chi combatté dalla parte giusta da chi si pose dalla parte del torto. Io credo che la storia abbia ampiamente dimostrato che chi scelse la repubblichina di Salò aveva fatto la scelta sbagliata, aveva scelto la dittatura, credo però che come hanno dimostrato gli storici negli ultimi anni anche dalla parte dei vincitori non furono poche le carneficine e le scelte sbagliate. La marginalizzazione di coloro che si riconoscevano nel Partito d'Azione e in Giustizia e Libertà con l'egemonia delle formazioni comuniste sul movimento partigiano non ci dovrebbe consentire di vedere le cose con tanta nettezza. A dettare i tempi e le mosse dei partigiani che facevano capo al Pci c'era pur sempre l'Ercoli della Guerra civile spagnola, che rispondeva al nome di Palmiro Togliatti, l'uomo di fiducia ai tempi della Spagna di un certo Stalin, che sebbene raccolga l'elogio di Cossiga, non ha nulla da invidiare a Mussolini e a Hitler, quanto a genocidi e negazione dei diritti fondamentali. Ovviamente a ragionare come si dice a Roma con “er più pulito c'ha la rogna” non si va da nessuna parte, ma inviterei i reduci dell'Anpi a rinfoderare la vecchia grinta e a pensare che in fondo a Salò ci andarono anche miti della sinistra di oggi come Dario Fo e altri. Salò è volenti o nolenti un pezzo della nostra storia, e forse a farci i conti si capirebbero tante cose. Il fascismo in generale è un tratto profondo del vissuto del nostro paese e la sua caduta come istituzione non ha segnato la fine del corporativismo, del clericalismo e delle altre forme che erano stati i segni distintivi del ventennio. Allora i problemi sono altri e dunque non è solo colpa dei vinti che le cose sono andate come sono andate.

Tuesday, November 29, 2005

Definizioni: oggi sul foglio noi della Rosa del Pugno veniamo definiti come "rosapugnati". mmm... non mi piace come parola. il participio passato in forma di aggettivo mi dà l'idea della "pugna" che già si è compiuta, ed è bella e finita. Suggerisco invece "rosapugnaNti", che indica invece che la lotta è in corso e durerà molto.

Monday, November 28, 2005

Speranze: Certo… sarebbe bello svegliarsi in un paese dove Romano Prodi dice le stesse cose di Pannella, il che però vorrebbe dire che l’alternativa sarebbe già a portata di mano, ma purtroppo non è così. Mi auguro invece, proprio nell’ottica dell’alternanza, di cominciare a cambiare le cose da come sono drammaticamente messe oggi. E quindi pigliamoci con i denti il pezzetto di spazio che Prodi ci offre, in un inciso, detto a mezza bocca, ma che comunque ha il suo valore, e cioè dimostra una pur minima disponibilità a dire sì ai punti di Giavazzi, l’economista che l’altro giorno sul Corriere della Sera chiedeva: 1. riforma della Università e della ricerca; 2. Eliminare gli albi, a partire da quello dei giornalisti; 3. Riforma della “cittadella delle banche”, a partire dal ruolo della Banca d’Italia; 4. Privatizzazioni vere; 5. Riforma del mercato del lavoro: non solo i giovani a fare i conti con la flessibilità, ma anche le imprese siano in vera concorrenza. Ascoltare per credere. (tra poco)

Thursday, November 24, 2005

Quale Russia. Putin non vuole fare la fine dell’Ucraina: premesso che (precisazione forse inutile, ma è tanto per esser chiari) premesso che non penso alle Organizzazioni Non Governative quali panacea contro tutti i mali, e premesso che ci sarebbe molto da dire sul loro carattere “non governativo” (ma lasciamo perdere), in ogni caso mi sembra grave quello che è successo ieri. La Camera bassa del Parlamento dominata dai partiti pro Cremlino, ha approvato infatti a stragrande maggioranza in prima lettura una controversa legge che impone pesanti controlli sulle Ong: dovranno essere registrate come persone giuridiche e non potranno più ricevere finanziamenti dall'estero. «Lo scopo della legge è quella di cacciare dalla Russia le Ong, specie quelle coinvolte nella tutela dei diritti umani», ha dichiarato il direttore regionale di Human Rights Watch, Holly Cartner. Il Cremlino, secondo quanto scrive oggi Vladimir Sapozhnikov sul Sole 24 Ore, teme che la crescente influenza delle Organizzazioni non governative, ampiamente considerate dai vertici politici russi come promotori clandestini delle cosiddette rivoluzioni colorate in Georgia, Ucraina e Kirghizistan, possa destabilizzare la situazione politica e sociale anche della Russia. «Abbiamo visto — ha dichiarato Aleksej Ostrovskij, un deputato del partito nazionalista Ldpr - che cosa era successo in Ucraina, in Georgia e in Moldavia e come hanno funzionato le filiali locali delle Ong finanziate dalla Cia. Vogliamo difendere i nostri cittadini dal caos in cui quelle Ong possono trascinare il nostro Paese». Secondo il deputato Vladimir Plighin, del partito pro Cremlino Russia Unita, la nuova legge dovrà porre fine a «ingerenze distruttive dall'estero nella vita della società russa».

Monday, November 21, 2005

Quale Cina. Ecco cosa sono i laogai: "Mani curate, cravatta rossa e una certezza: l'economia cinese è basata sullo schiavismo. D'accordo, ne parleremo, ma anzitutto chiediamo a Harry Wu se vuole parlarci dei suoi diciannove anni rinchiuso in un laogai. Ci guarda mestamente: «Devi prima capire che cos'è davvero un laogai». E noi credevamo di saperlo: sono dei campi di rieducazione voluti da Mao Zedong che hanno accolto non meno di cinquanta milioni di persone dalla loro costituzione, praticamente l'Italia intera; si è calcolato che non esista un cinese che non conosca almeno una persona che vi è stata soggiogata". Continua a leggere il pezzo di Facci.

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