Thursday, March 10, 2005
naufragio ceceno: lo sceicco abdul khalim saidullaiev, finora a capo del tribunale islamico ceceno, è subentrato al defunto aslan maskhadov nella carica di presidente. non si sa in base a quale procedura elettiva. lo ha confermato oggi akhmed zakaiev, parlando con i giornalisti a londra. la successione e' stata annunciata ieri pomeriggio su un sito internet da shamil basaiev, che ha invitato tutti i musulmani del caucaso e di russia a stringersi attorno allo sceicco khalim. secondo zakaiev il nuovo presidente è stato designato ieri nel corso di una riunione clandestina del "consiglio di difesa" della guerriglia.
Tuesday, March 08, 2005
cecenia: il canale televisivo russo ntv mostra un cadavere che sembra essere quello di aslan maskhadov. l'emittente ha riportato le dichiarazioni ufficiali secondo le quali maskhadov e' stato ucciso dalle forze federali russe durante un'operazione speciale nel villaggio di tolstoi iurt, durante la quale sarebbero stati catturati anche alcuni suoi collaboratori. senza commento. la notizia è forte.
Saturday, March 05, 2005
vite\3: gian marco borea d'olmo. nato a roma il 20 maggio 1921. prime esperienze di vela, da ragazzo, su gozzi liguri, dinghy 12 piedi e altre derive di classe nazionale. brevettato pilota d'aereo civile prima della guerra. allievo pilota militare, indi ufficiale della regia aeronautica. dall'8 settembre 1943 al giugno 1944 nella resistenza con i gruppi clandestini della r. aeronautica. dal giugno 1944 reintegrato con i reparti dell'aeronautica del sud, immessi nella b.a.e. alleata (balcan air force) in puglia. lasciata l'aeronautica e rientrato al proprio domicilio a sanremo, arma alcuni gozzi per la pesca del pesce azzurro e altra pesca litoranea. nel 1956, con alcuni soci, cura la trasformazione in battello passeggeri di un residuato bellico britannico, tipo vedetta fairmile b di 36 metri, che veniva gestito per trasporto turisti fra la riviera ligure e la costa azzurra. nel contempo è anche dirigente del locale circolo velico "compagnia della vela sanremo", divenuto in seguito "yacht club sanremo". organizza molte regate, sia di derive che di barche maggiori, fra cui la più importante regata d'alto mare detta della "giraglia". in tutti questi anni compie numerose crociere su diverse imbarcazioni, fra cui una traversata atlantica fino alle antille, con susseguenti navigazioni nel mar dei caraibi (1961). rientrato in italia, acquista il cutter, poi trasformato in ketch, vistona (1967), con cui effettua attività di charter in tirreno, mar ligure, ed adriatico (dalmazia). nel 1970, con il vistona, inizia la prima attività di crociere-scuola, con navigazioni in adriatico, egeo e turchia. fondava nel 1973 il primo nucleo della associazione c.v.a. (centro velico d'altura), cui aderiscono altre imbarcazioni e skipper. l’attività si allarga ad altre zone, che coprono tutto il mediterraneo, l'atlantico e i caraibi. nel 1979 partecipa alla grande regata "triangolo atlantico", classificandosi nella terza tappa fra i primi, malgrado l'imbarcazione non fosse specificamente da regata; aveva infatti un equipaggio di cinque allievi della scuola vela oltre a due istruttori. nel 1987, per divergenze di impostazione programmatica, si stacca da questa organizzazione per fondare con alcuni allievi quella de i venturieri, di cui rafforza lo spirito particolare ed originale sia di scuola vela, sia di attività culturali, ampliandole con nuove iniziative compresi restauri di imbarcazioni d'epoca e ricupero delle stesse. gian marco ci ha lasciati il 13 dicembre 1999.
Friday, March 04, 2005
le risposte di putin: sono stati uccisi dalle forze della sicurezza russe cinque presunti collaboratori dei guerriglieri responsabili dell'attacco del settembre scorso contro la scuola di beslan. l'annuncio della morte dei cinque sospetti fiancheggiatori dei terroristi, fatto dal viceprocuratore generale russo nikolai shepel, arriva all'indomani della manifestazione organizzata a mosca dai parenti delle vittime. uccisi perché? come? c'è stato un processo? c'è stato uno scontro a fuoco? scontro a fuoco, pare... ma...
mela+q: muore jef raskin, esperto di interfacce per computer, fu quello che rivoluzionò il computer macintosh, sebbene lasciò la compagnia prima che il rivoluzionario sistema arrivasse sul mercato. entrò alla apple nel 1978, e nel 1979 la sua idea di dare una migliore interfaccia utente al personal computer fece sì che sotto le sue direttive una piccola squadra lavorasse al progetto di cui lui era l'artefice. jef condusse il progetto fino al 1981, dopo aver avuto vari dissensi con steve jobs, abbandonò il progetto nel 1982. è stato artista, musicista, appassionato di volo. ciao.
Thursday, March 03, 2005
sei mesi dopo beslan: i parenti delle oltre 330 vittime ancora aspettano che le autorità di mosca rispondano alle domande su quanto è avvenuto nella scuola dell'ossezia del nord a settembre. si continua a chiedere come un commando di terroristi sia riuscito a prendere in ostaggio 1.340 persone, perché le autorità non hanno aperto trattive con i sequestratori e soprattuto cosa ha portato a far precipitare la situazione al terzo giorno di assedio. circa 30 persone si sono date appuntamento oggi a mosca proprio per ricordare che a queste domande non si è mai data una vera risposta, mostrando striscioni con su scritto "ci sarà un'altra beslan se restiamo zitti" o "vogliamo la verità". come riferisce l'agenzia stapa russa interfax, altre manifestazioni si sono tenute a san pietroburgo e nella stessa beslan, nell'ossezia del nord.
Wednesday, March 02, 2005
massime\15: a che genere di uomini appartengo? a quello di chi prova piacere nell’essere confutato, se dice cosa non vera, e nel confutare, se qualcuno non dice il vero, e che, senza dubbio, accetta d’esser confutato con un piacere non minore di quello che prova confutando. infatti, io ritengo che l’esser confutati sia un bene maggiore, nel senso che è meglio essere liberati dal male più grande piuttosto che liberarne altri. niente, difatti, è per l’uomo un male tanto grande quanto una falsa opinione sulle questioni di cui ora stiamo discutendo. se dunque anche tu sostieni di essere un uomo di questo genere, discutiamo pure; altrimenti, se credi sia meglio smettere, lasciamo perdere e chiudiamo il discorso. (platone)
Tuesday, March 01, 2005
Monday, February 28, 2005
libano: per un paio d'ore questo pomeriggio la cnn ha mandato in diretta, con il sottotitolo "breaking news" (e ogni volta che lo vedo tremo perché mi ricorda l'11/9) delle immagini di gente in festa, sorridente, con le bandiere in mano e con la faccia tranquilla, di chi sa che il peggio è passato. oggi, leggo sull'ansa, si è dimesso il premier filo-siriano. l'annuncio è stato dato da omar karami in persona, che aveva appena iniziato il suo intervento di fronte al parlamento riunito per il dibattito sulla mozione di sfiducia. incalzato dalle opposizioni e dalle manifestazioni di piazza seguite all'omicidio dell'ex premier rafik hariri, il capo del governo ha rassegnato le proprie dimissioni e del suo governo accusato di essere complice della siria nella strage del 14 febbraio a beirut. proseguono le "spallate" (come le chiama un amico blogger) ai governi che negano i diritti umani. oggi intanto è stato reso noto il rapporto annuale del dipartimento di stato usa sui diritti umani nel mondo. è forte l'allarme per paesi come l'iran, la cina, la russia.
massime\13: «la scienza è sottoposta, nel suo argomentare, alle regole della logica. e per la logica io uccido esattamente quel che uccido. non posso uccidere un futuro, qualcosa che ancora non esiste. se uccido un girino non uccido una rana. se bevo un uovo di gallina non uccido una gallina. se mangio una tazza di caviale non mangio cento storioni. e dunque l’asserzione (la terza del quesito referendario sul quale andremo a votare) che i diritti dell’embrione sono equivalenti a quelli delle persone già nate è, per la logica, una assurdità». (sartori)
Sunday, February 27, 2005
schwarzenegger: «se assumi proteine che sono ricavate dal latte, dalla soia, dal fegato o dal pesce, perché vietarle? e ciò di cui hai bisogno e viene da fonti naturali. lo stesso discorso vale se prendi vitamine, come la "e", per migliorare le prestazioni». l'ex terminator passato alla politica parla chiaramente di sostanze ritenute dopanti e spiega il suo approccio a ciò che in italia viene presentato come la nuova incarnazione del demonio. «ho preso steroidi e lo rifarei», dice schwarzy spiegando: «non ho rimpianti perché a quei tempi era una cosa nuova, appena arnvata sul mercato, e noi andavamo dal dottore per usarla sotto la supervisione medica. stavamo facendo esperimenti con gli steroidi. erano una novità. perciò non puoi portare indietro le lancette dell'orologio e dire: ora cambierei opinione. allora questo è ciò che facemmo. io sono stato il primo a dirlo, senza negare nulla. ma oggi raccomanderei fortemente alla gente di non prendere droghe».
Friday, February 25, 2005
laici, cattolici e credenti silenziati: tener conto della frattura tra laici e cattolici può essere una buon metodo per interpretare la storia italiana degli ultimi due secoli. fin dai momenti di porta pia le forze in gioco nella battaglia politica si sono divise nei due fronti: quello dei laici e quello dei cattolici. da una parte chi voleva fare l’italia, dall’altra invece il papa, che voleva conservare lo status quo. i laici, che sul finire dei confitti che hanno incendiato il paese nella seconda metà dell’ottocento prendevano a piene mani dalla risorsa ideologica dell’anticlericalismo, dall’altra il clero papalino romano, sclerotizzato e conservatore che aveva consegnato l’imposizione del proprio potere nelle mani di mastro titta, che tagliava teste senza tregua fino a poche settimane prima di porta pia, un clero che si rifugiava nella irriducibile difesa del temporalismo. e però basta andare a leggere le biografie di alcuni dei protagonisti del risorgimento per rendersi conto che molti di questi personaggi venivano dal mondo cattolico. come sull’altro fronte per interessi diversi si ponevano gruppi di origine non direttamente clericale. insomma il "non possiamo non dirci cristiani" di benedetto croce serve per capire che la cesura tra laici e cattolici è esistita ed esiste ma si organizza in modo diverso rispetto ai periodi e alle circostanze in cui essa si manifesta.
spesso infatti, e con il passare dei decenni lo si vede sempre di più, il popolo dei cattolici, quelli che marco pannella chiama i cattolici silenziati, ha cominciato ed esprimere sempre di più l'esigenza di una vita quotidiana orientata intorno ad una prassi di laicità nella sua sostanza. cioè i cattolici riservavano la loro fede ad uno spazio non immediatamente politico, ma più intimo anche se non privato. non privato appunto della possibilità di esprimersi come tratto identitario di gruppi e comunità, ma che non si trasformava in prassi politica precisa. in questi termini, torna d’attualità l’affermazione del filosofo morale pietro prini che afferma: "io sono laico non a dispetto della mia fede, ma proprio perché sono credente", proprio perché "nell'era moderna la laicità, laddove il suo sviluppo è logicamente coerente, può trovare sviluppo come forza liberatrice nell'ambito delle idee cristiane e insieme trovare in esse profonda motivazione".
esistono altri episodi oltre al risorgimento che possono dar conto di quanto detto sopra. la stessa storia del pci ha ad esempio dimostrato come i cattolici non possono essere identificati in modo definitivo nei partiti di tradizione ed espressione cattolica. la rincorsa di togliatti nei confronti dei credenti è testimoniata da vari episodi: a partire dal voto a sorpresa a favore dell’art.7 della costituzione, che sanciva la costituzionalizzazione dei patti lateranensi, per arrivare alla risposta che lo stesso togliatti dava a marco pannella nel 1959, quando quest’ultimo aveva rivolto un appello alla sinistra italiana per ricostruire una politica organizzata attorno ad obiettivi laici.
insomma il tema della laicità dello stato rispetto alle istanze del mondo cattolico si impone con forza. il pericolo del laicismo sta nel cadere nella condanna tout court della religiosità, mentre nel mondo dei nostri giorni sono solo i radicali di marco pannella a raccogliere l’eredità dell’anticlericalismo religioso: un anticlericalismo che non si propone di annullare la religione e nemmeno chiede ai religiosi di non cercare proseliti tra credenti e non. uno dei cardini dell’anticlericalismo pannelliano sta nel pensare ad una quasi irriducibilità della politica alla religione, l’una non può essere sciolta nell’altra. un po’ come l’acqua e l’olio. possono coesistere nello stesso recipiente, ossia nei discorsi nelle mentalità delle persone, ma conservano ambiti diversi e l’una non può e non deve diventare strumento dell’altra.
spesso infatti, e con il passare dei decenni lo si vede sempre di più, il popolo dei cattolici, quelli che marco pannella chiama i cattolici silenziati, ha cominciato ed esprimere sempre di più l'esigenza di una vita quotidiana orientata intorno ad una prassi di laicità nella sua sostanza. cioè i cattolici riservavano la loro fede ad uno spazio non immediatamente politico, ma più intimo anche se non privato. non privato appunto della possibilità di esprimersi come tratto identitario di gruppi e comunità, ma che non si trasformava in prassi politica precisa. in questi termini, torna d’attualità l’affermazione del filosofo morale pietro prini che afferma: "io sono laico non a dispetto della mia fede, ma proprio perché sono credente", proprio perché "nell'era moderna la laicità, laddove il suo sviluppo è logicamente coerente, può trovare sviluppo come forza liberatrice nell'ambito delle idee cristiane e insieme trovare in esse profonda motivazione".
esistono altri episodi oltre al risorgimento che possono dar conto di quanto detto sopra. la stessa storia del pci ha ad esempio dimostrato come i cattolici non possono essere identificati in modo definitivo nei partiti di tradizione ed espressione cattolica. la rincorsa di togliatti nei confronti dei credenti è testimoniata da vari episodi: a partire dal voto a sorpresa a favore dell’art.7 della costituzione, che sanciva la costituzionalizzazione dei patti lateranensi, per arrivare alla risposta che lo stesso togliatti dava a marco pannella nel 1959, quando quest’ultimo aveva rivolto un appello alla sinistra italiana per ricostruire una politica organizzata attorno ad obiettivi laici.
insomma il tema della laicità dello stato rispetto alle istanze del mondo cattolico si impone con forza. il pericolo del laicismo sta nel cadere nella condanna tout court della religiosità, mentre nel mondo dei nostri giorni sono solo i radicali di marco pannella a raccogliere l’eredità dell’anticlericalismo religioso: un anticlericalismo che non si propone di annullare la religione e nemmeno chiede ai religiosi di non cercare proseliti tra credenti e non. uno dei cardini dell’anticlericalismo pannelliano sta nel pensare ad una quasi irriducibilità della politica alla religione, l’una non può essere sciolta nell’altra. un po’ come l’acqua e l’olio. possono coesistere nello stesso recipiente, ossia nei discorsi nelle mentalità delle persone, ma conservano ambiti diversi e l’una non può e non deve diventare strumento dell’altra.
Tuesday, February 22, 2005
mobilitazione: oggi è la giornata internazionale di mobilitazione per la liberazione di due blogger iraniani arrestati per aver espresso liberamente il proprio pensiero su internet. questo blog aderisce alla mobilitazione e invita tutti gli altri blogger italiani ad unirsi. esistono più di 7 milioni di blog in tutto il mondo. una mobilitazione che riuscisse a coinvolgere anche una piccole percentuale di questi blog potrebbe avere un impatto enorme. quello di oggi è un primo esperimento.
Monday, February 21, 2005
negazionisti: inaspettate lodi rivolte dal drammaturgo tedesco rolf hochhuth, colui che per primo sollevò la questione del silenzio di pio xii sulla shoah, a un personaggio screditato come l’inglese david irving, noto per le sue idee antisemite e per il reiterato tentativo di ridimensionare la portata dello sterminio nazista. da leggere
Friday, February 18, 2005
medio evo: un corso di aggiornamento per sacerdoti su «esorcismo e preghiera di liberazione» è partito ieri presso l’ateneo pontificio regina apostolorum di roma. le sette lezioni vengono tenute da quattro esorcisti, un teologo, un giornalista, una psichiatra, uno psicologo-poliziotto e un antropologo. tutti sono chiamati ad «analizzare il tema della possessione diabolica alla luce della sempre maggiore diffusione del satanismo tra i giovani di oggi». per indicare ai corsisti le tracce del satanismo nella cultura giovanile il sociologo carlo climati terrà lezioni multimediali, utilizzando video musicali, testi di canzoni, interviste di giovani. tra le cause del satanismo secondo gli organizzatori: i «giochi di ruolo» possono avviare i giovani a «familiarizzare» con lo spiritismo e con «fantasie» di possessione diabolica e di reincarnazione. oppure: le sedute spiritiche possono essere un gioco, nell’intenzione di chi vi partecipa, ma «possono dare spazio all’azione occulta di uno spirito demoniaco che si finge anima dell’aldilà per colpire meglio chi sta facendo la seduta».
Thursday, February 17, 2005
chemical ali: "executions, torture, mass arrests and other human rights crimes carried out by former iraqi government and baath party officials in southern iraq in early 1999". stiamo parlando delle "prestazioni" di ali il chimico, che si è dato molto da fare a quanto sembra. "human rights watch has obtained four pages of a handwritten list that named 120 young men executed in march, april and may of 1999 for taking part in the al-sadr uprising". e dovevamo lasciarlo lì? leggi il rapporto
Wednesday, February 16, 2005
i compagni che sbagliano: da sottoscrivere l'articolo apparso oggi su l'opinione sulla "sinistra della sinistra” e sui fatti di primavalle, tranne che per un paio di cose. primo: una eventuale soluzione politica per i fuoriusciti a parigi (che comunque non mi trova favorevole), non vedo perché debba presupporre pubblica ammenda dei colpevoli. se lo stato volesse percorrere questa strada lo potrebbe fare indipendentemente da ciò che dicono loro, anzi credo che questa sarebbe una condizione necessaria da rispettare. secondo: è vero che la guerra al sistema era stata dichiarata unilateralmente da questi personaggi, in ogni caso mi sembra comunque utile sentire le loro storie, non fosse altro per capire che cavolo gli girava per la testa e per scrivere le pagine di uno dei momenti della nostra storia. certo anche a me hanno rotto le scatole quelli che dicono che la storia italiana è stata solo quella dei cosiddetti anni di piombo. però dal 1968 è pure successo qualcosa di diverso, di anomalo, o no? e questa cosa andrà raccontata o no?
Tuesday, February 15, 2005
la cina del boom: ma stavolta non è quello economico. nell'esplosione causata dai gas lunedì nella miniera di carbone di sunjiawan a fuxin, nella provincia nord-orientale del liaoning, secondo l'agenzia di stampa ufficiale nuova cina sono morti almeno 203 minatori. all'opera subito la censura. il governo centrale cinese ha ordinato alla stampa locale di fare uso solo di fonti ufficiali per la tragedia. giornalisti che hanno tentato di avvicinarsi al luogo della catastrofe, sono stati allontanati.
1936-1939: è qualche tempo che vado in giro in cerca di un buon lavoro di ricostruzione storica sulla guerra di spagna. ho trovato un paio di titoli ma non c'è niente da fare, in tutti ci vedo una lettura un po' troppo filo-rivoluzionaria degli eventi. per esempio: in pochi sottolineano che il governo di fronte popolare che aveva vinto le elezioni fosse in stretto contatto con l'internazionale comunista sovietica e che stesse introducendo attravrso il "gradualismo" riforme che erano vere e proprie premesse di un rivolgimento in senso sovietico dello stato spagnolo. ciò non toglie nulla alla nobilità dei vari rosselli e degli altri stranieri che andarono lì a combattere per la libertà. tuttavia l'"alzamiento" mi sembra una risposta terribile a una politica chiaramente filocomunista e filosovietica. e poi del ruolo di ercoli-togliatti pure sarebbe interessante saperne di più, anche per interpretare meglio le sue mosse successive.
Monday, February 14, 2005
pantani: un anno fa moriva marco pantani, campione delle due due ruote, messo alla gogna dalla stampa e dai tromboni italiani per aver fatto uso di sostanze ritenute dopanti. lo ricorda franco carraro, straordinario uomo per tutte le stagioni, con alle spalle un'esperienza da sindaco di roma, che la città ancora ricorda, con le due stazioni ferroviarie costruite nel pieno centro di roma, senza binari. dice carraro, oggi presidente della federcalcio: "io credo sia giusto ricordarlo per tre motivi: per l'umana solidarietà, ma anche per ricordare a noi stessi che il problema del doping à grandissimo e deve stare in cima ai pensieri di tutti noi". ecco.. poi non poteva mancare il cardinale di turno. "il ricordo di pantani ad un anno dalla morte - ha detto il cardinale fiorenzo angelini, - rafforza il pensiero di fraterna commiserazione per un uomo che certamente fu un atleta prestante, campione del ciclismo, ma non lo fu altrettanto per lo spirito. il solo applauso senza il supporto di un appoggio morale diventa una droga, un qualcosa che ubriaca la persona, specialmente un atleta. l'applauso, il tifo, la gloria non sono realtà sufficienti. anzi possono diventare, come nel caso di pantani, dei palliativi addirittura ingannevoli". tutte queste parole terribili a me fanno pensare solo a una cosa: sul doping si esprime l'ultimo baluardo della mentalità proibizionista e bacchettona del nostro paese. una bella campagna informativa e una seria liberalizzazione dei prodotti integrativi sarebbe l'unica cosa da fare.
Sunday, February 13, 2005
scalzone: senti senti come il vecchio rivoluzionario se la prende con i movimentisti di oggi: "i sofismi dietrologici e complottisti, mai suscettibili di essere confutati, dunque senza valore, sono la forma post-moderna, new age, delle peggiori superstizioni". si tratta di un "misto di delirio paranoico, di disinformazione da manipolati e manipolatori, e' una droga che prima ancora di far danno ai calunniati, chiunque essi siano, divora neuroni più del crack nella testa di chi ne fa una chiave di lettura del reale, uccidendo i fondamenti dell'intelligenza e dell'umanità". più precisamente: "trovo che leggere la realtà come un seguito di complotti a base di americani col kappa e servizi segreti, come fanno i girotondisti, è cosa ridicola, che ho sempre combattuto".
Friday, February 11, 2005
memoria: ho un rapporto veramente devastante con la memoria. non mi ricordo di ieri. e sono appassionato di storia... ma... per le date, le cifre e altre cose così più o meno me la cavo, ma per le cose mie è un disastro. e riesco sempre ad offendere le persone intorno a me perché dimentico o un compleanno, o una promessa fatta o cose più importanti. e poi manco a dire che te la facciano passare. il ricordare è proprio visto come un gesto di attenzione. e forse è proprio quella che mi manca.
Thursday, February 10, 2005
il sinistro pci\2: un incontro tra enrico berlinguer e bettino craxi raccontato da arrigo petacco, oggi sulle pagine del 'resto del carlino'. craxi dopo l'incontro avrebbe detto: "deve essere proprio in buona fede quando dice che i comunisti sono diversi. enrico non è come noi. quello è un monaco del seicento. vive come un frate". e sulla diversità comunisti-socialisti, aggiunse: "lo pensa davvero, e pensa anche che si possa vivere con 600mila lire al mese, così come ha dichiarato in tv. d'altronde, il suo bilancio famigliare non deve essere di molto superiore a quello di un operaio. credo che non abbia mai messo piede in una trattoria o partecipato a una festa fra amici, così come fa la gente normale. vive isolato, si fa la spesa da solo o, quando non gli è possibile, manda tatò a comprargli i calzini". poi concluse: "voi non ci crederete, enrico in casa non ha neppure il televisore a colori".
la regola dei venti anni: rubo ad andrea di siena una sua cosa (che poi è di c. rocca) che mi ha lasciato tra i commenti e la promuovo a post. «l'anno scorso piero fassino, a distanza di venti anni, riconobbe che tra craxi e berlinguer aveva ragione craxi. ora tocca a d'alema. nel suo nuovo libro svela che tra loro comunisti, ai tempi, ne dicevano di cotte e di crude del comunismo, e dei sovietici tutto il male possibile. chissà perché se lo tenevano per loro e alle masse popolari non dicevano niente… bah. se avessero creduto alle idiozie che propagandavano sarebbe stato meno grave. invece non ci credevano e prendevano in giro i militonti. d'alema ricorda che berlinguer gli diceva che i dirigenti del comunismo reale "mentono, sempre, anche quando non sarebbe necessario". nel comunismo all'italiana, invece, dicono la verità soltanto venti anni dopo. aspettiamo con ansia le prossime pubblicazioni:
a) un libro di violante che riabilita sciascia e la polemica sull'antimafia (uscita prevista 2007);
b) un libro di achille occhetto sul 1993 "in realtà di pietro e io eravamo alleati" (libro + lista alle europee nel 2013);
c) un libro di veltroni su "sbagliammo a votare no alla prima guerra del golfo, ora lo dicono anche kerry kennedy e keith jarrett" (uscita prevista 2011);
d) un saggio di d'alema su "mediaset, in realtà, era una risorsa della democrazia" (no, questa l'ha già fatta);
e) un libro di folena su "i resistenti iracheni erano una sòla" (uscita prevista 2024);
f) un libro della melandri su "tremonti aveva ragione, non voleva affamare gli italiani ma riformare l'ingiusto sistema pensionistico" (uscita prevista 2016);
f) un altro libro di veltroni dal titolo "io, patrizio" su quell'insopportabile aristocratico e riccastro, un patrizio appunto, di john kerry" (uscita 2024)».
a) un libro di violante che riabilita sciascia e la polemica sull'antimafia (uscita prevista 2007);
b) un libro di achille occhetto sul 1993 "in realtà di pietro e io eravamo alleati" (libro + lista alle europee nel 2013);
c) un libro di veltroni su "sbagliammo a votare no alla prima guerra del golfo, ora lo dicono anche kerry kennedy e keith jarrett" (uscita prevista 2011);
d) un saggio di d'alema su "mediaset, in realtà, era una risorsa della democrazia" (no, questa l'ha già fatta);
e) un libro di folena su "i resistenti iracheni erano una sòla" (uscita prevista 2024);
f) un libro della melandri su "tremonti aveva ragione, non voleva affamare gli italiani ma riformare l'ingiusto sistema pensionistico" (uscita prevista 2016);
f) un altro libro di veltroni dal titolo "io, patrizio" su quell'insopportabile aristocratico e riccastro, un patrizio appunto, di john kerry" (uscita 2024)».
Wednesday, February 09, 2005
il sinistro pci: una sequela notevolissima di «errori», di cose decisive non capite, di abbagli e di fraintendimenti colossali. eccone alcuni: la totale sottomissione a stalin e la conseguente cecità di fronte allo stalinismo; la lotta all’ultimo sangue contro il patto atlantico e gli stati uniti; la scommessa sull’impossibilità di sviluppo dell’economia italiana negli anni 50; l’ostilità verso il centrosinistra e verso l’autonomismo socialista fino ad assecondare la scissione del psiup; l’ostilità altrettanto tenace verso la nascita della comunità europea ed i suoi primi sviluppi; la cambiale in bianco rilasciata a tutti i terzomondismi, da cuba ai khmer rossi (!), a menghistu; il compromesso storico; il rifiuto prolungato dell’esistenza degli opposti estremismi; l’avallo dato a non importa quale estensione della spesa pubblica; il rifiuto dello sme, cioè del primo passo verso la moneta unica europea; l’opposizione all’installazione da parte della nato degli euromissili in risposta all’escalation della minaccia sovietica; la delegittimazione (e sin dall’inizio) di craxi e del suo progetto, dipinti come frutto di una «mutazione genetica» verso la destra; la difesa fino alla fine della proporzionale; la polemica prolungata contro il «sionismo»; l’opposizione senza mezzi termini alla guerra per il kuwait. queste (ed altre ancora) le considerazioni di galli della loggia sulla sinistra che si assolve.
Tuesday, February 08, 2005
quella parte di anima chiamata corpo: leggendo qua e là sui blog ho trovato un parallelo tra il “mare” di parole che pannella ha riversato l’altra sera su ferrara e il silenzio a cui è ridotto il papa. pensare al mare mi sembra il modo migliore per definire il modo con cui il radicale ha cercato di sommergere le argomentazioni dell’ateo-devoto, che tagliava con l’accetta per non capire la scelta, anche questa volta, nobile e straordinariamente politica di marco. e però tutti sanno che con la ripetizione, con l’ecolalia, la parola rischia di perdere senso, ed allora emette silenzio. a parlare è il corpo. come per l’uomo che vuole essere ancora e con tutta la forza del mondo giovanni paolo. ancora una volta i due sono vicinissimi eppure agli antipodi. nel silenzio. parlano i corpi. l’uno non si arrende, e come l’altro, del corpo fa oggetto e tramite dalla sua vita politica, un corpo che soffre, un corpo nemico. l’altro emette silenzio, e parla con il suo corpo. con i suoi occhi ha già visto una strada. quello che rimane da fare è che gli altri la seguano. e non è facile. entrambi a far parlare quella parte di anima chiamata corpo. che poi è il titolo dello speciale di minoli di ieri sera sul papa, che consiglio a tutti di rivedere.
barbieri: nel corso dell'ultimo mese sono cinque i barbieri uccisi nel quartiere dora di baghdad. gli abitanti confermano che alcuni estremisti islamici di origine sunniti hanno cominciato a prenderli di mira perché colpevoli di violare l'insegnamento del corano che prescrive di far crescere la barba. «era un parrucchiere - dice umm ali parlando del figlio, sadiq abdul hussein - tagliava soltanto i capelli». abdul hussein è stato ucciso il mese scorso dopo essere stato più volte minacciato. alcuni estremisti considerano il taglio di capelli in stile occidentale il simbolo offensivo della cultura secolarizzata dell'europa e degli stati uniti; ostentare la barba rasata o un taglio moderno di capelli, un'infrazione che può meritare la morte.
Monday, February 07, 2005
Thursday, February 03, 2005
vaticano, iraq e democrazia: scriveva "la civiltà cattolica" lo scorso 7 febbraio 2004: invadendo l´iraq gli stati uniti hanno «prestato il fianco all'impressione che l'occidente [...] miri a una nuova colonizzazione dei paesi islamici con lo scopo di impadronirsi del loro petrolio, mettendo avanti la scusa di voler portar la "democrazia", [...] senza rendersi conto che almeno per il fondamentalismo islamico la "democrazia" toglie la sovranità ad allah per trasferirla al "popolo", ciò che per un musulmano credente è un atto di "miscredenza"». l'equiparazione tra democrazia e miscredenza richiamata allora da "la civiltà cattolica" è comparsa pari pari nel messaggio anti-elezioni diffuso in iraq il 22 gennaio 2005 dal capo terrorista abu musab al zarqawi, luogotenente di osama bin laden. da quel momento le autorità vaticane non hanno più dato corso a una tesi del genere. che infatti è sparita anche dalle pagine di "la civiltà cattolica". anzi, questa stessa rivista pubblicherà quasi sicuramente, in uno dei suoi prossimi numeri, una valutazione positiva delle elezioni irachene del 30 gennaio e del ruolo delle forze armate internazionali che le hanno rese possibili. "la civiltà cattolica", è la rivista dei gesuiti di roma stampata con l'imprimatur della segreteria di stato. per maggiori informazioni: il blog di s.magister
Wednesday, February 02, 2005
laicità: «io sono laico non a dispetto della mia fede, ma proprio perché sono credente», diceva nel 1987 il filosofo pietro prini, e oggi gli fa eco don verzè, il fondatore del san raffaele di milano: «non amo la chiesa proibizionista. amo la chiesa illuminante». oggi è una giornata importante per chi tiene alla laicità, anche dei e per i religiosi. «non può una legge - aggiunge don verzè - stabilire cosa io sia, cosa io debba essere». e ancora: «non sopporto gli irsuti inquisitori che pretendono di alzare il lenzuolo del letto nuziale; mi pare impudico. credo che a suo tempo la chiesa accetterà la fecondazione omologa in vitro, come accetterà, almeno per situazioni limite, la pillola contraccettiva e il preservativo». «la fecondazione assistita deve essere il modo di aiutare i coniugi legittimi a esercitare un diritto. tutti hanno il diritto di avere figli. qualcuno può rinunziarvi, come ho fatto io; ma la scelta è individuale. negare il diritto di avere figli è una stupidaggine contro natura». e per concludere «se un cattolico libero, avverte la responsabilità di quel che fa, ha vera consapevolezza di sé e del valore del suo sé, in teoria potrebbe votare sì».
Tuesday, February 01, 2005
la tribunalizzazione della storia: è l'antagonista della conoscenza storica e della giustizia. lo dice sul corriere di oggi alberto melloni, storico ed esperto di fatti religiosi. strano pezzo il suo. da una parte esce con un sottotitolo del genere: "perché il tentativo di giudicare il passato nasconde un bisogno di assolverlo", e poi mi pare che cada lui stesso nell'errore che condanna. cioè chiede agli storici di essere attenti a non avere pre-giudizi nel loro lavoro. e su questo ha ragione, poi però la storia finisce nelle mani di tutti, politici e cittadini che ne fanno legittimamente l'uso che vogliono, e su questo lo vedo un po' titubante.
Saturday, January 29, 2005
shoah e pol pot: giornali, siti, blog e televisioni nei giorni scorsi hanno parlato molto di auschwitz e delle persecuzioni naziste. pochi però (tranne qualcuno tra i miei amici blogger che trovate qui di lato) hanno riflettuto sulla tendenza ormai molto diffusa nell'opinione pubblica a parlare della shoah come di un fatto unico, di un grado zero dell'umanità. direi piuttosto che il grado zero dell'umanità si raggiunge con le dittature. ci sono purtroppo molti esempi (come pol pot) poco ricordati. gli stermini sembrano essere storicamente correlati ai sistemi di governo monopartitici ed illiberali. quando si parla poi degli stermini nazisiti si tende a porre l'accento sulla follia di hitler. nolte, de felice ed altri storici da anni ormai hanno smentito pienamente questa convinzione. hitler aveva un preciso piano politico, che perseguiva con determinazione e freddezza. e però su questo punto mi vengono in mente alcune parole di pannella di qualche tempo fa, che usò per definire quella forma di follia in cui il potere decade, nel suo deteriorarsi. la follia del potere arriva quando colui che se ne è impadronito si ritrova in piena solitudine. e la solitudine del dittatore è una delle condizioni irrinunciabili della dittatura. e di questa solitudine hitler e mussolini sono stati sicuramente due dei massimi esponenti.
Thursday, January 27, 2005
american memory: remembering that day. la biblioteca del congresso ha messo su internet i racconti e le reazioni personali degli americani alla tragedia dell'11 settembre. oltre 40 ore di interviste in audio e video sono state raccolte e catalogate insieme a poesie, scritti, disegni e fotografie. l'esposizione virtuale sul sito della biblioteca del congresso fa parte del progetto 'american memory'. vai..
Wednesday, January 26, 2005
sottoscrivo: la lettera di maurizio crippa oggi sul foglio. "al direttore - uno dei vantaggi della secolarizzazione è di poter nutrire sulla madonna di civitavecchia l’opinione che si vuole, senza rischiare di finire sul rogo o in prigione come pinocchio. personalmente non me ne sono fatta una precisa, del resto non è nemmeno obbligatorio; tendo a fidarmi di quel che ne ha scritto nel corso degli anni il mio amico andrea tornielli, vaticanista del giornale e fra i più documentati in circolazione. quanto a vittorio messori, ho meno opionioni ancora che sulla madonna di civitavecchia. ricordo però che scrisse cose altrettanto eccessive di quelle che gli rimproverava ieri il foglio anche a proposito delle facoltà taumaturgiche di un altro miracolo presunto, e molto più risibile di quello di civitavecchia, ovvero il film di mel gibson “the passion of the christ”. alle cui proprietà taumaturgiche ha forse per un attimo creduto lei stesso, direttore, (a scatola chiusa, of course), poi forse in segreto mordendosi la lingua dopo aver visto di persona al cinema il gospel-pulp in questione. il riferimento non sappia di polemica. e’ solo per retrodatare la bizzarra aporia di un giornale che prende sul serio le radici cristiane dell’europa, che prende sul serio anche marcello pera quando fa catechismo, che prende sul serissimo rocco buttiglione quando sbaglia le risposte in sede europea, che prende sul serio pure le intemerate del polveroso francesco agnoli contro una democrazia cristiana che in quarant’anni ha contribuito a demolire la chiesa molto meno di quanto abbia fatto il di lui padre con un solo referendum, che prende sul serio addirittura il “cattolicesimo perfetto” di un grande artista, ma gnosticheggiante, come raffaello, ma di fronte al più banalmente fattuale aspetto del cristianesimo, cioè l’ipotesi che un altro esista davvero (e dunque, volendo, faccia pure i miracoli) preferisce il buon vecchio scetticismo ateista, o lo sberleffo sulla new age. mi dirà che in materia vale il geniale ossimoro dell’ateismo devoto. e tuttavia: quel che trovo bizzarro non è che il foglio non creda ai miracoli, è che prenda per buono tutto il resto".
Tuesday, January 25, 2005
invidia: un piccolo editoriale di qualche giorno fa di ferrara su quello che si fa in questi giorni in tema di fecondazione assistita e referendum portava questo nome. l'uscita di oggi merita lo stesso nome: il paladino degli atei-devoti mette le cose radicali accanto a quelle della madonna di civitavecchia, e fa finta di non capire che il problema che si pone con le iniziative di questi momenti non è quello delle indulgenze ma quello della laicità delle istituzioni. a mettere in chiaro il tema della necessità di un approccio laico ai problemi come quelli connessi alla fecondazione assistita ci hanno pensato (oltre a pannella), anche i filosofi emanuele severino e evandro agazzi all'ultimo congresso dell'associazione luca coscioni. entrambi hanno spiegato come la discussione sulla natura dell'embrione abbia avuto alterne interpretazioni all'interno della stessa tradizione culturale della chiesa romana. agazzi anche stamattina dalle colonne dell'opinione racconta come a partire da s.tommaso la cultura cattolica abbia ritenuto per secoli che l'individuo umano nel senso più autentico appaia a un certo punto dello sviluppo del feto. e quindi l'idea di identificare l'embrione con l'individuo sia cosa di questi tempi. e io direi di questo papato. quanto alle cose di civitavecchia e dintorni, niente di meglio che il caro malvino, con il suo post di oggi.
Thursday, January 20, 2005
democristiani: oggi mi cimento nel lancio di un po' di insulti al volo. per gian antonio stella oggi abbiamo un bel "democristiano d'oro", premio per quelli che hanno paura dei referendum, dei confronti e degli scontri. quelli che dicono: ecco... ora le persone prendono la parola e saranno solo urla e niente più. e così facendo invece non si fa altro che riproporre la mentalità democristiana (per altro molto cara anche al pci ed ai suoi eredi) del "fare sopra le teste degli altri". auguri.
Tuesday, January 18, 2005
sono un radicale di sinistra: quest'anno il partito radicale celebra 50 anni di vita politica. nel panorama italiano si tratta probabilmente dell'unica forza politica che non si è trovata a fare i conti con un passato da rinnegare, da abiurare, o nella migliore delle ipotesi, su cui tacere. in questi 50 anni, almeno a quanto mi sembra, la discussione identitaria sull'essere di sinistra o di destra non ha mai trovato largo successo tra dirigenti e militanti. in questi giorni è tornata di moda ma sempre in una chiave precisa e non di posizione: troviamo qualcuno per fare un pezzo di strada insieme su questioni chiare di programma. e in questo caso si è dato rilievo al problema gravissimo della illegalità nella raccolta firme per la presentazione delle liste nelle elezioni regionali. in merito è stato prodotto un dossier distribuito a chiunque tra le forze politiche ne fosse interessato. dunque non esiste questa questione della distinzione identitaria tra destra e sinistra tra i radicali. tuttavia lo stesso marco pannella in alcune occasioni ha parlato di idee e progetti che potevano riconoscersi per esempio nel bagaglio di quelle che gli storici hanno chiamato destra e sinistra storica. è notorio che se si va a cercare in quelle esperienze saltano subito agli occhi le straordinarie differenze con quanto oggi chiamiamo centrodestra e centrosinistra. senza fare troppe sottigliezze storiografiche, se vogliamo identificare le esperienze politiche con questi due nomi, destra e sinistra, in modo diciamo nobile, verrebbe la voglia di definire l'esperienza di destra come quella della conservazione, del concetto negativo dell'uomo visto come essere errante, che vive appunto nell'errore e che va dominato con la forza. nella sinistra invece si potrebbero identificare coloro che si muovono per il progresso e la trasformazione delle regole, per favorire l'allargamento della libertà individuale. se la mettiamo così, non ho dubbi a dire che i radicali sono di sinistra. se poi vogliamo dare uno sguardo a ciò che accade ora, hic et nunc, l'unica cosa che possiamo dire è che essi dovranno quanto prima candidarsi a sostituire coloro che oggi si dicono di sinistra, piuttosto che scendere a patti con essi. chiudo con un paio di citazioni che potrebbero servire da spunto in questa idea di nuova sinistra: diceva ad esempio gobetti: “all'individualismo [...] si è sostituita la morale della solidarietà, che è una specie di calcolata complicità nel parassitismo”. un saluto poi con carlo rosselli: “la libertà non accompagnata e sorretta da un minimo di autonomia economica, [...] non esiste per l'individuo. è un mero fantasma. l'individuo in tal caso è schiavo della sua miseria, umiliato dalla sua soggezione, e la vita per lui non può avere che un aspetto e una lusinga: il materiale”.
Wednesday, January 12, 2005
Tuesday, January 11, 2005
equilibrio di nash: esiste un insieme di strategie, una per ciascun giocatore, rispetto al quale nessun giocatore ha interesse ad essere l’unico a cambiare. per saperne di più
Monday, January 10, 2005
aperture: in questi giorni si è riunito il comitato dei radicali. se ne è usciti con un progetto di accordo con la cdl per le regionali. in attesa di eventuali risposte si vedono già varie cose all'orizzonte. in primo luogo mi pare che le richieste di coloro con cui si apre il dialogo sono sempre le stesse e sono di quelle antiche: rinunciate alla battaglia antiproibizionista o altro, sempre nell'ottica di una politica di posizione, di tipo, appunto, identitario. e poi, tra le richieste di pannella c'è quella di legalizzare la procedura per la raccolta delle firme per le liste. sarò un disfattista ma non so su questo quelli della cdl cosa saranno in grado di fare...
Sunday, January 09, 2005
Thursday, January 06, 2005
Tuesday, January 04, 2005
Monday, January 03, 2005
invasione: (fatti miei) come inizio d'anno non c'e' male. con il ritorno alla vita da single (lo so... non ho raccontato come e' andata, ma non c'e' molto da dire. e poi questo non e' un blog di pettegolezzi), da ieri mi ritrovo la casa invasa da una colonia di tedesche. (speriamo che non leggano qui!). non c'e' niente da fare: non sono adatto a 'ste cose europee. la casa e' come se non fosse piu' la mia. non la riconosco. e poi mi sono rimasti piu' o meno 20 mq a disposizione. per non parlare dell'assedio della cucina: il caffe' aperto e lasciato cosi' (argh!), l'odore di manicaretti teutonici... un odore che ricorda le birrerie dove mosse i primi passi hitler. insomma, non so se ce la faro'...
Thursday, December 30, 2004
garin: con la morte di eugenio garin scompare uno dei grandi studiosi italiani del novecento, uno storico e un curatore di testi che per quasi una settantina d'anni ha insegnato il valore dell'umanesimo e del rinascimento. un profilo
Wednesday, December 29, 2004
massime\6: l'uomo non e' che una canna, la piu' debole della natura; ma e' una canna pensante. non c'e' bisogno che tutto l'universo s'armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d'acqua basta a ucciderlo. ma, anche se l'universo lo schiacciasse, l'uomo sarebbe ancor piu' nobile di chi lo uccide, perche' sa di morire e conosce la superiorita' dell'universo su di lui [...]. tutta la nostra dignita' consiste dunque nel pensiero. e' con questo che dobbiamo nobilitarci e non gia' con lo spazio e il tempo che potremmo riempire. studiamoci dunque di pensare bene: questo e' il principio della morale. (blaise pascal)
Thursday, December 23, 2004
massime\5: l'esperienza piu' bella che possiamo avere e' il senso del mistero. e' l'emozione fondamentale che accompagna la nascita dell'arte autentica e della vera scienza. colui che non la conosce, colui non puo' piu' provare stupore e meraviglia e' gia' come morto e i suoi occhi sono incapaci di vedere. (einstein)
Wednesday, December 22, 2004
ancora sull'identita': come si fa a dire che l'identita' europea sia quella delle radici cristiane della lega o del vaticano... la storia europea degli ultimi tre secoli ha per esempio nei suoi numeri l'illuminismo, il metodo scientifico, ed ha anche da fare i conti con fascismi e comunismi vari. bisogna rivalutare la capacita' creativa di costruire la nostra identita'. l'identita', come fatto quasi genetico, non esiste. siamo noi che ci costruiamo la nostra identita'. e nello straordinario giacimento culturale che e' la tradizione europea noi possiamo scegliere creativamente gli elementi che costruiranno la nostra identita' futura: l'illuminismo, il metodo scientifico, la liberta' religiosa, i diritti civili ecc.
angolo del misogino: "la geniale capacita' di dimenticare della donna e' qualcosa di diverso dal talento della signora che non riesce a ricordarsi". "non e' vero che non si possa vivere senza una donna. e' vero soltanto che senza una donna non si puo' aver vissuto". "nulla e' piu' insondabile della superficialita' della donna". (karl kraus)
Monday, December 20, 2004
freedom of information norms. the battle: 30 anni fa la battaglia per la approvazione del freedom of information act. rumsfeld e cheney tra gli oppositori.
Friday, December 17, 2004
Thursday, December 16, 2004
Wednesday, December 15, 2004
quale cina: gli scrittori dissidenti yu jie e liu xiaobo, che pubblicano da anni articoli critici contro il regime cinese, in particolare all'estero, sono stati fermati l'altro ieri a pechino dalla polizia. yu jie e' stato convocato dalla polizia e accusato di mettere a repentaglio la sicurezza pubblica. ''i poliziotti mi hanno chiesto di controllare le pubblicazioni su internet di mio marito'', ha dichiarato liu min, moglie dello scrittore.
Monday, December 13, 2004
Thursday, December 02, 2004
il sofisma di severino: pessina sull'avvenire risponde a quanto detto ieri da severino. ma non mi convince. e rimango d'accordo con severino. pessina distingue tra uomo in atto e uomo in potenza. l'embrione secondo lui e' uomo in atto e non solo in potenza. La potenza dell'uomo si specifica nelle attribuzioni (non so se il termine e' esatto) successive. uno e' in potenza calciatore, filosofo ecc. in ogni caso per pessina ogni cosa puo' diventare diversa da quella che e', e cio' non scioglie la questione dell'embrione. che andrebbe tutelato comunque.
Wednesday, December 01, 2004
il paradosso di aristotele: anche emanuele severino, dopo pietro prini, spiega come la chiesa di oggi cada in contraddizione con i principi aristotelici, i quali, riveduti, corretti, rinnegati e riaffermati, sono di fatto il fondamento delle cosiddette radici della nostra cultura. severino spiega che il concetto di embrione quale uomo in potenza non va letto in senso deterministico. ossia: un uomo in potenza (l'embrione) non e' solo un uomo in potenza, puo' anche non esserlo. da leggere.
Monday, November 29, 2004
tobruk 1940: folco quilici aveva 10 anni quando il padre nello, direttore del quotidiano di ferrara 'corriere padano' mori' tragicamente sul trimotore s.79 su cui volava con italo balbo, abbattuto dalla contraerea italiana nel cielo di tobruk, in libia. su quell'incidente di 'fuoco amico' circolo' da subito la voce che fosse stato organizzato da mussolini, geloso della popolarita' del maresciallo dell'aria, contrario nel 1939 al patto con i nazisti. nello quilici, che era amico dell'ex violento quadrumviro della marcia su roma, era salito su quell'areo per scrivere un diario di guerra. alla famiglia quilici il diario fu restituito privo di molte pagine. folco quilici con il libro tobruk 1940 fa una ricostruzione degli eventi di quei giorni di guerra. da leggere.
Friday, November 26, 2004
assassinio di un filosofo: lo storico francesco perfetti ha tirato fuori un libro sull'assassinio di giovanni gentile, ucciso il 15 aprile 1944 da un gruppo di partigiani comunisti. fin da questo episodio abbiamo visto all'opera il meccanismo della disinformazione all'italiana. su questo episodio si e' cercato di creare una "vulgata storiografica", inserendo l'assassinio del filosofo nella serie infinita dei "misteri d'italia". perfetti cerca di fare luce su questa storia, e ritiene che il delitto sia nato nel quadro di una precisa strategia elaborata da palmiro togliatti e dai vertici del pci per affermare il primato comunista all'interno del cln mettendo in difficolta' la componente azionista costituita da intellettuali allievi del filosofo. era una strategia che puntava a consolidare per i comunisti il ruolo di guida della resistenza e a porre le basi dell'egemonia culturale e politica dell'italia liberata. da leggere.
Thursday, November 25, 2004
kiev: la crisi politica in ucraina sara' al centro di un vertice unione europea-russia. alla testa della delegazione russa, putin incontra per la prima volta il presidente della nuova commissione europea, jose' barroso, e la sua squadra. l'alto rappresentante per la politica estera della unione europea, javier solana, ha espresso la solita "preoccupazione" per gli avvenimenti in ucraina, sottolineando che si dovra' trovare una soluzione politica negoziata alla crisi. ma cosa si deve negoziare? il fatto che qualcuno imbroglia alle elezioni poi produce la possibilita' di negoziare? interessante...
Monday, November 22, 2004
psicologisti: secondo quanto dice de marchi (uno studioso che si sente spesso su rr) e' possibile grazie alla psicologia rovesciare molti dei luoghi comuni della politica di oggi. credo abbia ragione. stamattina diceva che grazie appunto alla psicologia si puo' dire che non e' affatto vero che i ceti piu' conservatori sarebbero quelli imprenditoriali. vero sarebbe il contrario. cioe': chi sceglie di fare l'imprenditore sa di rischiare e vuole competere e dunque e' uno che non tiene a conservare cio' che ha ma rappresenta la parte piu' innovatrice della societa'. il conservare e' invece caratteristica riservata al ceto dei dipendenti, questi si' chiusi alla novita' e pavidi del confronto. giusto. e vero in larga misura. pero' per me ci manca un pezzo. cioe' lui parte dalla determinazione (che' di determinazione e determinismo si tratta) che il lavoro corrisponda in modo identico, identitario a cio' che un individuo e' e vuole essere. e cade in una visione del lavoro come piena e identica riflessione della personalita'. mi pare un pensiero tagliato con l'accetta. il lavoro credo sia anche altro. credo inoltre che un individuo cerchi di trovare vie di realizzazione parallele e anche non coincidenti con il lavoro. uno che pensa, che studia, che ricerca e' un conservatore o un innovatore, e questa sua diciamo natura dipende dai suoi contratti di lavoro? ma...
Friday, November 19, 2004
velvet revolution: november 17, 2004 (sono in ritardo, come al solito), fifteen years ago today, a modest, officially sanctioned student demonstration in prague spontaneously grew into a major outburst of popular revulsion toward the ruling communist regime. at that point the largest protest in 20 years, the demonstrations helped to spark the velvet revolution that brought down communism in czechoslovakia and put dissident playwright václav havel in the presidential palace. nuove declassificazioni
Friday, November 12, 2004
verba volant scripta manent: continuando sulla questione dell'identita'. c'e' probabilmente una differenza profonda tra chi si costruisce una identita' riferendosi a qualcosa "che sta scritto", e chi fa diversamente. come dice il detto succitato (al contrario di quello che si pensa di solito) gli scripta che manent sono fermi, sono morti. rimangono li'. dicevo dunque che chi si costruisce la propria identita' su qualcosa che e' dato per fermo si mette in una certa dimensione di fissita', di ortodossia. vedi ad esempio il tizio che ha ucciso van gogh, che ha lasciato le pagine del corano sul cadavere, sulla vittima, che infatti non teneva per fermo e vero il testo. mentre chi si riferisce al volant, si riferisce al dialogioco, al movimento e alla trasformazione. vedi qui il caso del documento di identita' e la costituzione non scritta inglese...
Wednesday, November 10, 2004
identita': con il trip che e' venuto a ferrara in questi giorni con la "guerra di religione", scava scava e si capisce che lui pensa: di fronte all'offensiva del terrorismo islamico che ha una fortissima connotazione identitaria, noi occidentali dobbiamo reagire allo stesso modo: ribadire la nostra identita'. a me l'identita' fa pensare al concetto di "identico", di riflessione, allo specchio, che paradossalmente riflette la realta', ma non e' la realta'. il vecchio aristotele diceva che l'identita' c'e' e ha soltanto da essere "scoperta"; piu' recentemente altri hanno detto che non esiste l'identita', bensi' esistono modi diversi di organizzare e costruire il concetto di identita'. l'identita' viene, in qualche modo, sempre "costruita". si pensi inoltre che i sudditi di sua maesta' in inghilterra non possiedono documenti d'identita' (solo il passaporto se vogliono viaggiare), non sono tenuti a portare neanche la patente quando guidano, in caso di incidente declinano le loro generalita' (che non sono messe in dubbio) e hanno ventiquattro ore per presentarsi, muniti di documenti, al piu' vicino posto di polizia. non mi pare infine che la seconda guerra mondiale sia stata vinta contrapponendo una identita' che si esprimesse negli stessi termini rispetto a quella, fortissima, nazifascista.
Thursday, November 04, 2004
leggermente fuori fuoco\2: (autocoscienza) avevo usato questo titolo piu' di un anno fa, per parlare del d-day, del mestiere dello storico e altre cose solite che mi passano per la capoccia. la dicitura mi piaceva perche' mi ricordava e mi ricorda un modo che ho sempre anche io, nella mia vita quotidiana. ho infatti sempre lo stesso vizio, di guardare di qua o di la', avanti o dietro, ma mai qui ed ora, hic et nunc. e spesso mi perdo le cose che mi stanno davanti. sara' per questo che mi piace la storia...
Friday, October 29, 2004
merce aviariata\1: prendo in prestito dal dott.cast. la dicitura che mi sembra molto opportuna, per riproporre una cosa che fu scartata da un "mitico" speciale. era l'introduzione. ""nessuno ne sa nulla". mentre a guardarsi intorno c'e' una citta' piena di "lapidi di tutti gli impiccati e bruciati dalla controriforma e dal papa: allora noi riconsacriamo le lapidi di piazza del popolo e campo de'fiori". questo il 1967, l'anno anticlericale, nelle parole di marco pannella al programma della rai: "il mio novecento". nessuno sa nulla o ricorda di quella citta', di quella roma papalina, dove 'operava' giambattista bugatti, meglio noto come mastro titta, nato appunto a roma nel 1779. nella sua lunga carriera di 'maestro di giustizia' mastro titta pratica ben 516 esecuzioni capitali, tutte diligentemente descritte nelle sue "annotazioni", dal 22 marzo 1796 al 17 agosto 1864, quando, all'eta' di 85 anni, pio ix lo mette a riposo con una pensione mensile di 30 scudi. nel 1864 la pensione per mastro titta non e' l'unica preoccupazione per papa pio ix. sono quattro anni che ai bordi dello stato pontificio ha preso corpo il regno d'italia. pio ix si sente accerchiato e ricorre agli auspici dell'esercito francese piu' volte per salvare il potere temporale, unica garanzia secondo lui, al libero esercizio dell'azione spirituale. pubblica sempre nello stesso anno il 'syllabus errorum', l'indice degli errori che condannava tutte le "deviazioni della cultura moderna": illuminismo, razionalismo, liberalismo, positivismo, comunismo, socialismo. pio ix si rende conto che lo stato italiano nasce nel segno dell'anticlericalismo e dunque teme per il potere e la "roba" e che sia travolto tutto cio' che riguarda la chiesa di roma. il 20 settembre 1870 il generale cadorna entra con la forza a porta pia e mette fine al potere temporale dei papi. il problema del rapporto tra stato e chiesa non si chiude quel giorno ma prende altre forme arrivando ad interessare la politica e gli uomini che la fanno, fino ad oggi. questo settore dello speciale sull'anticlericalismo si propone di illustrare alcune fasi della tradizione del pensiero anticlericale nel suo formarsi e trasformarsi in diversi momenti della storia dell'italia unitaria fino ai giorni nostri".
Thursday, October 28, 2004
complotti: non mi pare che quello che denuncia pannella sia un complotto. si tratta invece di un progetto politico vero e proprio e tra l'altro pure legittimo, al quale si deve invece dare una risposta. sto parlando del caso barroso-buttiglione-bush-berlusconi. non sono d'accordo con fed. sul fatto che pannella voglia mettere sul banco degli imputati dio o la religiosita' o cose del genere. certo, per farsi spazio usa i suoi mezzi dialettici, e a volte le semplificazioni e gli slogan sviano. pero' che bush rappresenti una posizione quanto meno discutibile su alcuni punti importanti e che berlusconi e il suo governo davanti agli occhi di tutti hanno approvato una legge come quella sulla fecondazione assistita e' un fatto. un complotto e' qualcosa che "sta dietro" e piacerebbe magari ad altri... ma qui si tratta di una politica, di un progetto. il vaticano sforna quasi ogni giorni documenti, eventi, convegni in cui si parla a chiare lettere di impegno politico dei cattolici, di combattere la "pericolosa separazione" tra etica e politica. di fronte a queste cose, che facciamo, stiamo zitti?
Wednesday, October 27, 2004
Tuesday, October 26, 2004
vite\2: francis lombardi. (chissa' perche' un altro francis. ma...) lombardi nasce a genova nel 1897. nel 1916 diventa pilota e partecipa alla prima guerra mondiale nelle squadriglie da caccia. abbatte otto aeroplani austriaci. nel dopoguerra e' entusiasta legionario fiumano, seguace del poeta/soldato gabriele d'annunzio (esperienza vissuta anche da pannella padre, ma qui gli studi sono ancora da compiere). a vercelli fonda il primo centro turistico aereo e nel 1930 compie due imprese veramente eccezionali: il raid roma-mogadiscio di 8.240 km e, il periplo dell'africa. sempre nel 1930 francis lombardi riesce a percorrere per la prima volta con un aereo da turismo il percorso vercelli-tokyo di 11.000 chilometri con il motorista capannini. all'inizio del 1934 tenta con successo il collegamento rapido fra l'italia e l'america latina. alla fine del 1935 lombardi e' assunto dall'ala littoria per compiere i primi voli regolari del servizio aeropostale sul percorso roma-asmara-mogadiscio. nella seconda meta' degli anni 30 lombardi si dedica anche all'imprenditoria e mette su l'avia che cura la produzione in serie dell'fl3, un piccolo aereo che sara' usato per l'addestramento di alcuni piloti che combatteranno la seconda guerra mondiale. e proprio presso gli stabilimenti dell'avia che si tiene nel novembre del 1943 una riunione interpartitica cui partecipano nino baltaro e sandro rigolino per il partito comunista, il professor ermenegildo bertola ed il maestro luigi lupano per la democrazia cristiana, giovanni savoia e franco somaglino per il partito socialista, francis lombardi, l'ingegner ennio pecco e il dottor giulio sambonet per gli apartitici. nella riunione si da' vita al comitato interpartitico per la lotta contro i tedeschi e i fascisti. nel secondo dopoguerra lombardi cede alla meteor la sua avia e diviene un "carrozziere" di grido. molte auto "speciali" passano per sue officine in cui, come si direbbe oggi, si personalizzano secondo i gusti del cliente. l'attivita' prosegue fino agli anni settanta inoltrati. il 5 marzo del 1983 lombardi muore a vercelli, all'eta' di ottantasei anni. da leggere "una vita in gioco. francis lombardi pilota, sportman e costruttore". di giorgio evangelisti.
Friday, October 22, 2004
vite\1: francis chichester. nuovo servizio per i miei numerosissimi lettori. riporto qui qualche notizia raccattata qua e la' sui tizi che mi interessano di piu'. la prima puntata e' per sir francis chichester: aviatore, navigatore, inglese, emigrato in nuova zelanda. chiude la sua esperienza tra noi il 26 agosto 1972. pochi anni prima, nel 1966-67, si produce in un giro dei mondo a vela in solitario, quando era gia' malato di cancro. per quella impresa viene insignito del titolo di baronetto. battendo con questa prova una serie di primati, malgrado l'eta' (65 anni) e la salute, chichester da' inizio alla moderna era delle lunghe circumnavigazioni oceaniche. partito nell'agosto dei 1966 da plymouth, in inghilterra, con lo yacht gipsy moth iv di 16 metri, progettato con john illingworth e costruito da camper & nicholson espressamente per la navigazione d'altura in solitario, chichester raggiunge in dicembre sydney, in australia, navigando per 14.000 miglia senza scalo, via capo di buona speranza, e percorre poi altre 14.500 miglia, via capo horn, fino a plymouth, dove il 28 maggio 1967 e' accolto da una folla entusiasta. il viaggio dura complessivamente 226 giorni di navigazione e segue l'antica rotta dei clipper che nell'ottocento trasportavano lana e grano. chichester nasce in inghilterra il 17 settembre 1901. emigra in nuova zelanda nel 1919, nel 1929 compie un raid aereo solitario inghilterra - australia, cui fecero seguito la prima trasvolata nel mare di tasmania nel 1931 e il raid dalla nuova zelanda al giappone nello stesso anno. dal 1941 al 1945 presta servizio nella raf. nel 1960 la vittoria nella regata transatlantica in solitario gli vale il titolo di yachtsman dell'anno. nel 1962 effettua in tempo record un'altra traversata atlantica. editore, dal 1945, di carte geografiche e di pubblicazioni tecniche sulla navigazione, ha scritto anche numerosi libri, tra cui "lungo la rotta dei clippers" e "gipsy moth", il giro del mondo a vela, tradotti in italiano. da leggere.
Wednesday, October 20, 2004
sull'esperanto: "unire gli uomini al di la' delle barriere linguistiche e culturali"; o anche: "non identificabile con alcuna alleanza o ideologia". queste alcune delle virtu' della lingua nata "sulla scrivania di un polacco". mi permetto di dissentire con il dott.cast. nella discussione intorno alle doti dell'esperanto. una lingua nata "nelle strade e nei mercati, nelle cattedrali e nelle universita'" come l'inglese e' oggi gia' quello che vorrebbe essere l'esperanto e di fatto non e'. e poi non capisco cosa ci sia di male nel fatto che la lingua diciamo mondiale porti con se' le tracce di una cultura e di una ideologia. del resto si tratta di una cultura che ha dimostrato di avere al suo interno i germi della democrazia. si aggiunga che le lingue, una volta adottate, si trasformano e si adeguano alla cultura e alla forma di vita di chi le parla.
Monday, October 18, 2004
Thursday, October 14, 2004
ordine dei giornalisti: un po' di storia: la professione di giornalista in italia e' regolata dalla legge 3 febbraio 1963 n. 69. secondo questa legge l'attivita' giornalistica e' un'attivita' intellettuale, caratterizzata dall'elemento della "creativita'" (dunque non quello della necessita' di raccontare le cose come stanno: vedi le 5w del mondo anglosassone). la legge riconosce poi la "rilevanza sociale del giornalismo" e impone, a chi lo eserciti in forma professionale, di iscriversi obbligatoriamente in un albo. l'ordine dei giornalisti esiste solo in italia. nel 1908 c'e' il primo riconoscimento giuridico della professione e la nascita del primo albo, che viene poi recepito in sede contrattuale nel marzo del 1925 (attenzione: siamo al III anno dell'era fascista) quando fra la federazione della stampa e gli editori fu firmato un accordo che prevedeva la costituzione presso ciascuna associazione regionale di un comitato di giornalisti e editori per la compilazione dell'albo locale. al centro venne costituito un comitato d'appello per giudicare sui ricorsi avverso l'esclusione dagli albi locali. come si vede, gia' prende corpo quello che sara' il concetto di totalitarismo che nell'opera di governo di mussolini sara' centrale. editori e professionisti si uniscono in un comitato comune al fine di realizzare l'intento comune della costruzione dell'italia fascista. il regio decreto del '28 prevedeva l'albo dei giornalisti suddiviso in tre distinti elenchi: i professionisti (cioe' coloro che da almeno 18 mesi esercitavano esclusivamente la professione giornalistica), i praticanti (coloro che pur esercitando esclusivamente la professione non avevano raggiunto l'anzianita' di 18 mesi o i 21 anni di eta') e i pubblicisti (coloro che esercitavano, oltre all'attivita' retribuita di giornalista, anche altre attivita' o altre professioni). come e' evidente l'ordinamento professionale attuale mostra una forte continuita' con quanto avveniva in passato. certo, oggi l'albo non e' piu' gestito da un comitato di 5 membri nominati dal ministro di grazia e giustizia di concerto con il ministero dell'interno e delle corporazioni, come invece avveniva in epoca fascista. caduto il fascismo viene ricostituita la federazione della stampa (26 luglio 1943). nel 1944 con un decreto si sostituiscono i comitati interregionali per l'albo e la commissione superiore per la stampa con una commissione unica, avente sede a roma, alla quale veniva affidata la tenuta degli 11 albi regionali e interregionali e la disciplina degli iscritti. la commissione rimane in vita fino al 1963, quando arriva la legge ancora in vigore.
difficolta': le mani con il freno a mano tirato. avrei voglia di scrivere di tremaglia, di cui nessuno ha ricordato la appartenenza al gruppo di reduci della rsi che nel 1946 trafugarono il cadavere di mussolini (non so se ricordo bene, e gia' sento: uff... dice sempre le stesse cose...); oppure del fatto che ho trovato una scheda riassuntiva di tutti i referendum che si sono tenuti in italia, con i risultati e tutto il resto. ma non c'ho voglia.
Monday, October 11, 2004
derrida: era uno di quelli che parlava di parole. parole e pensiero. chi viene prima e chi viene dopo. forse la questione non si pone in questo modo. cosi' si rischia di cadere nel determinismo. il paragone con la bicicletta di qualche giorno fa del resto non aiuta. piu' bello quello (non mio) delle conchiglie su una spiaggia poste in un certo ordine, le quali a un certo punto, al mio sguardo svelano il codice.
Friday, October 08, 2004
piccola riflessione: forse uno dei motivi per cui le ragioni della laicita' in italia non vanno per la maggiore e' perche' nell'ambito dell'egemonia culturale di sinistra si da' per acquisito il patrimonio delle conquiste laiche. nei libri di storia che si usano nella maggior parte delle scuole, si riscontra una impostazione di tipo teleologico e in qualche modo deterministico. in questa visione, la conquista dei diritti civili sarebbe solo una fase per l'affermazione della societa' socialista. uno degli imbrogli che si usa in questi libri sta nel fatto che l'obiettivo - l'affermazione della societa' socialista - non viene mai dichiarato apertamente. in quest'ottica anche la battaglia per i diritti civili sarebbe una cosa "vieta", ma in realta' e' vietata. vietata perche' se si facesse, svelerebbe il fatto che la storia non e' consequenziale e che l'impostazione vetero-marxista della dirigenza della sinistra italiana non serve a un tubo.
Tuesday, October 05, 2004
la storia delle parole: sicuramente si pecca di psicologismo nel pensare che l'uso di certe parole abbia un qualche valore nel definire un giudizio su chi le usa. sicuramente la maggior parte dei parlanti usa le parole piu' o meno come se fossero una bicicletta abbandonata per strada: uno ci monta sopra e arriva dove deve arrivare e tanti saluti. c'e' caso anche che nel tragitto si e' bucata una gomma e rotto il sellino, ma chi se ne importa... pero' poi ci sono quelli che si credono piu' bravi e che alle parole dovrebbero stare piu' attenti... ma anche qui... non so... in ogni caso e' interessante una parte della storia dell'uso della parola disfattisti: "bisogna reagire contro tutti coloro che pensano di agganciare una loro precisa questione personale a quel vasto e complesso fenomeno che e' la rivoluzione; ma bisogna anche reagire contro tutti i calunniatori, contro tutti i vociferatori, contro tutti i disfattisti, i quali da un episodio vogliono trarre una regola universale e attraverso un incidente tentano di calunniare un intero movimento". chi e'? qui la risposta.
Monday, October 04, 2004
Thursday, September 30, 2004
Wednesday, September 29, 2004
mill: "attualmente e' di moda screditare la logica negativa - quella che individua debolezze teoriche o errori pratici senza affermare verita' positive. questa critica negativa sarebbe certo molto insoddisfacente come punto d'arrivo, ma come mezzo per conseguire conoscenze positive o convinzioni degne di essere chiamate tali non sara' mai abbastanza apprezzata; e fino a quando non se ne riprendera' l'insegnamento e l'esercizio sistematico vi saranno pochi grandi pensatori e un basso livello intellettuale complessivo in tutti i campi". consiglio vivamente di leggere lo straordinario saggio di stuart mill, sulla liberta'. qui il testo integrale
Monday, September 27, 2004
Friday, September 24, 2004
lo scontro: la cei teme il referendum sulla legge 40 e studia gia' le contromosse. sempre e comunque decidere sugli altri senza far conoscere e sapere. e sempre e solo per evitare lo scontro. come se non fossero passati 30 anni.
Wednesday, September 22, 2004
Tuesday, September 21, 2004
attentato all'ordine pubblico: non ne so molto ma da quanto leggo qui, nei paesi della ex-jugoslavia si fanno ancora cose strane. savicevic, l'ex campione del milan, non si e' fermato ad un posto di blocco della polizia, rintracciato da una pattuglia, avrebbe poi rifiutato di far entrare in casa gli agenti. non contento, avrebbe rivolto ai poliziotti insulti molto volgari. per questo la galera.
Monday, September 20, 2004
Wednesday, September 15, 2004
pubblico e privato: "una storia che ha avuto una conclusione terribile. ma noi parliamo di grandi eventi pubblici. la persona impegnata nella vita politica ha una dimensione pubblica che e' inseparabile dalla sua vita personale. egli accetta questa dimensione pubblica. La morte di un grande leader politico e' un pezzo della storia del paese. non e' solo un lutto personale". sono parole di massimo d'alema su berlinguer. da sentire e vedere.
Friday, September 10, 2004
riprende il campionato: (un po' di leggerezza, ci vuole...) al via il campionato. forza roma. scheda completa su gazzetta.it
Thursday, September 09, 2004
volti: tanto per intenderci. sono stato (e lo sono tuttora) uno di quelli convinti che la guerra in iraq bisognava farla. e tanto per intenderci, mi convincono le cose che dicono i neocon sulla questione dell'esportazione della democrazia, ma l'iraq di saddam era (ed e' ancora) una minaccia per la sicurezza internazionale. quindi giusto il concetto della democrazia, ma prima di tutto li' c'e' da neutralizzare un pericolo gravissimo. detto questo, oggi mi unisco a queste facce, a questi volti. per loro there is no going home.
Wednesday, September 08, 2004
comprensione: mai come in questo momento la comprensione non funziona. tra gli occidentali e gli altri, per esempio. tra chi crede che il pacifismo sia il segno di quella che chiamano la resistenza irachena (vedi le due ragazze italiane sequestrate). e altro ancora. non sogno certo un mondo dove la comprensione porti a chiudere i conflitti. penso pero' che una comprensione migliore possa rendere i conflitti meno cruenti, e anzi interessanti. e mi viene da fare una riflessione. mi sembra che la logica comunicativa dei cosiddetti terroristi ricordi la forma della leggenda metropolitana. basta vedere la quasi impossibilita' di accedere a notizie certe e verificabili. tutto e' inquinato in modo determinante dalla visione di chi racconta.
Sunday, September 05, 2004
limiti: quelli inarrivabili, che stanno dietro l'orizzonte. questo mi ha fatto pensare sofri stamattina. non volevo, giuro, non volevo parlare di questa storia di beslan. perche' non mi ricordo chi, ma non importa, forse angiolo bandinelli, radicale d'epoca, diceva piu' o meno: l'obiettivo di un terrorista e' principalmente quello di indurre a parlare di terrorismo, e io non volevo parlarne. e non me parlo infatti. parlo di sofri che mi ha fatto vedere stamattina il limite invisibile che permane tra chi si tiene in mano le responsabilita' (tutte come putin) e chi vive invece in mezzo alla strada. l'articolo non l'ho trovato. lo linko nei prossimi giorni.
Thursday, September 02, 2004
egemonia culturale: da leggere l'editoriale di oggi di galli della loggia sull'egemonia culturale del pci in italia. due o tre cose le devo dire pero'. in primo luogo lui parla di una frattura nel mondo diciamo "degli intellettuali" italiani dopo il 1945. da destra sarebbero passati a sinistra. non sono d'accordo. credo che non si renda conto che molti di questi intellettuali non ebbero alcuna difficolta' a migrare nel pci, il quale, analogamente al pnf, non dava alcun rilievo ai valori democratici veri, se non come fase transitoria per il "passaggio al socialismo". pci e pnf condividevano assolutamente questo aspetto. della loggia mi pare dica: "che c'e' di male che ci sia stata questa egemonia?"... non c'e' niente di male, naturalmente. tuttavia bisogna ricordare che il pci, specialmente quello togliattiano, ereditava in pieno l'idea di egemonia come fatto totale, totalizzante. ossia, tutta la cultura deve essere comunista. non accettava l'idea di una coesistenza di visioni diverse e configgenti. tutti gli intellettuali dovevano organicamente contribuire per arrivare alla realizzazione dell'unita' culturale. e infatti in italia ci sono quasi riusciti, come riconosce lo stesso galli della loggia. dunque non c'e' niente di male, ma sarebbe stato meglio che fosse andata diversamente. un ultima cosa. il nostro editorialista cita einaudi. ebbene si vada a cercare il capitolo della monumentale "storia dell'italia repubblicana" in cui si parla del voto in assemblea costituente dell'art.7. non si capisce un tubo. il fatto che il pci voto' con i cattolici per inserire il concordato fascista nella costituzione non viene detto... ditemi voi... c'e' di male? c'e' di male si'.
Tuesday, August 31, 2004
kissinger ai generali argentini: nel 1976: "if there are things that have to be done, you should do them quickly". nuove declassificazioni interessanti.
Friday, August 27, 2004
Tuesday, August 24, 2004
la costituzione in croce: a me sembra che la nostra costituzione non ristenti' poi cosi' tanto dell'influsso di benedetto croce. il problema che emerge solo oggi e' che essa forse risente molto del clima di unita' nazionale del 1943-47 che si e' poi trasformato nella sostanziale mancanza di alternativa politica. La linea togliattiana e berlingueriana del compromesso storico si ispira esplicitamente a quel clima e si richiama non a caso ai valori della costituzione. La dc nei suoi momenti topici ha sempre fatto riferimento al cerchiobottismo curiale che il compromesso storico (e l'unita' nazionale, che per la dc fu lo stesso) significava per i suoi esponenti. e a quel clima si riferiscono oggi pure gli ulivisti ossessionati dal "pericolo berlusconi" che ripropongono la via margheritesca.
Monday, August 23, 2004
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