Monday, November 22, 2004

psicologisti: secondo quanto dice de marchi (uno studioso che si sente spesso su rr) e' possibile grazie alla psicologia rovesciare molti dei luoghi comuni della politica di oggi. credo abbia ragione. stamattina diceva che grazie appunto alla psicologia si puo' dire che non e' affatto vero che i ceti piu' conservatori sarebbero quelli imprenditoriali. vero sarebbe il contrario. cioe': chi sceglie di fare l'imprenditore sa di rischiare e vuole competere e dunque e' uno che non tiene a conservare cio' che ha ma rappresenta la parte piu' innovatrice della societa'. il conservare e' invece caratteristica riservata al ceto dei dipendenti, questi si' chiusi alla novita' e pavidi del confronto. giusto. e vero in larga misura. pero' per me ci manca un pezzo. cioe' lui parte dalla determinazione (che' di determinazione e determinismo si tratta) che il lavoro corrisponda in modo identico, identitario a cio' che un individuo e' e vuole essere. e cade in una visione del lavoro come piena e identica riflessione della personalita'. mi pare un pensiero tagliato con l'accetta. il lavoro credo sia anche altro. credo inoltre che un individuo cerchi di trovare vie di realizzazione parallele e anche non coincidenti con il lavoro. uno che pensa, che studia, che ricerca e' un conservatore o un innovatore, e questa sua diciamo natura dipende dai suoi contratti di lavoro? ma...

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